La WebCar è un progetto che, dopo essere stato tanti mesi in un cassetto, prese forma in occasione del Futurshow 1998. Fu la realizzazione del concetto di lavoro mobile nel vero senso del termine, poiché consisteva in un’automobile monovolume allestita con tutte le attrezzature per tele-lavorare.

Un’auto completamente cablata con fibre ottiche, contenente una scrivania modulare per 4 postazioni di lavoro quando ferma e due in marcia, con due computer, stampante e scanner a colori compatti, telecamera digitale, fotocamera digitale, videoregistratore, collegamento reti aziendali o Internet via GSM dati (trasmissione) e satellite (ricezione) con parabola motorizzata auto-puntante e ripiegabile in automatico installata sul tetto.
Non poteva mancare un sistema di controllo vocale dei comandi, il navigatore satellitare GPS e il vivavoce per GSM con segreteria digitale, oltre a un esclusivo pannello solare (prodotto con tecnologie della NASA e presentato in Europa in esclusiva al Futurshow 1998) per l’alimentazione in caso di calo di tensione elettrica fornita dall’impianto supplementare o dal generatore.

Lavorare quando si è in viaggio non è un concetto astratto, oggi è possibile senza problemi, ma nel 1998 non era così e con la WebCar lo abbiamo dimostrato. Giornali, quotidiani, televisioni (RAIUNO, RAIDUE, RAITRE, RAISAT2, Mediaset, MTV, TMC, ReteA, Rete7, OdeonTV) hanno ampiamente riportato con servizi approfonditi in orari di massimo ascolto l’originalità, e la praticabilità del progetto. L’entusiasmo con cui fu accolta la WebCar ebbe dell’incredibile: non solo la gente faceva la fila per ammirare l’interno allestito, ma erano in molti a chiederne la produzione in serie. Sono tante le persone costrette a viaggiare per lavoro e una simile soluzione avrebbe permesso loro non solo di avere appresso l’ufficio, ma di poter fare riunioni, ricevere e spedire messaggi e fax, essere in contatto con la sede o con un’altra WebCar durante i frequenti spostamenti. La monovolume era trasformata in un ufficio mobile realizzato secondo criteri ergonomici e di sicurezza, con elementi facilmente smontabili e riponibili nel bagagliaio, per restituire all’auto quelle caratteristiche che le permettono di essere la macchina ideale per la famiglia e i weekend.

Partner della prima avventura sono stati: Renault Italia (l’auto era una Espace), IBM, Intel, JVC, Microsoft, DirecPC, Teleco, TelAir, Magneti Marelli, Logitech, Fiab Reporter.