Se sei una PMI e stai cercando “generare lead PMI” o un “piano marketing 90 giorni”, probabilmente hai un’esigenza molto concreta: trovare contatti commerciali in tempi rapidi, senza bruciare budget e senza ricorrere a sconti che svalutano il lavoro. Qui trovi un piano operativo di 90 giorni, pensato per budget contenuti e per chi vuole lead generation rapida ma sensata: poche azioni, misurate, ripetibili.
Se vuoi generare lead in una PMI con un budget contenuto serve un piano semplice e misurabile
Il problema: spendere poco per ottenere lead non significa improvvisare
Con un budget ridotto, l’errore più comune è fare “un po’ di tutto”:
- qualche sponsorizzata
- un post ogni tanto
- un po’ di Google “per provarci”
- una landing “quando si ha tempo”
Risultato: non capisci cosa funziona, i lead arrivano a caso (se arrivano) e dopo 30 giorni ti resta solo l’idea che “il marketing non rende”.
La verità è l’opposto: meno budget = più metodo. Devi ridurre le variabili e aumentare la qualità di tracking, offerta e messaggio.
Set-up base: tracking, offerte, pagine, CRM
Prima delle campagne, calcola la differenza tra “spesa” e “investimento”
1) Tracking essenziale (per sapere cosa sta succedendo)
- tracciamento conversioni (form inviato / richiesta preventivo / chiamata / WhatsApp)
- UTM su tutte le campagne
- eventi principali su landing (scroll, click, invio form)
- report settimanale con: visite → lead → lead qualificati → clienti (quando possibile)
2) Offerta “forte” senza sconti
Non serve abbassare il prezzo. Serve rendere facile dire sì. Esempi di offerte adatte a PMI:
- Audit rapido (30–45 min) con report e 3 priorità
- Check-up (es. sito / ads / e-commerce / funnel) con una diagnosi “prima-dopo”
- Sessione strategica (con output concreto: roadmap, preventivo, piano)
- Regola: l’offerta deve avere un risultato tangibile e un perché adesso (urgenza non aggressiva).
3) Landing page (una per offerta)
Una pagina dedicata batte quasi sempre “contattaci” generico. Struttura semplice:
- promessa chiara (cosa ottieni)
- per chi è / per chi non è
- prova (casi, numeri, testimonianze, metodo)
- cosa succede dopo che compili
- CTA unica (form o call)
4) CRM leggero (per non perdere opportunità)
Anche un CRM semplice va bene, l’importante è:
- ogni lead entra con fonte (Google/LinkedIn/Meta)
- stato lead (nuovo → contattato → qualificato → proposta → chiuso)
- tempo di risposta misurato (KPI spesso sottovalutato)
- 3 canali a scelta (Google, LinkedIn, Meta): quando convengono
- Non “tutti e tre”. Uno principale + uno di supporto (poi eventualmente il terzo).
Google Ads: conviene quando
- c’è domanda attiva (“preventivo”, “azienda”, “servizio + città”)
- il servizio ha margine e ticket sufficienti
- puoi rispondere velocemente ai lead
- Pro: lead spesso caldi.
- Contro: competitivo, se la landing/offerta è debole paghi caro.
LinkedIn: conviene quando
- vendi B2B, servizi professionali, ticket medio-alto
- hai un target definibile (ruolo, settore, dimensione)
- puoi sostenere un ciclo di vendita più lungo
- Pro: qualità, precisione sul target.
- Contro: costo lead spesso più alto, richiede contenuti e follow-up.
Meta (Facebook/Instagram): conviene quando
- B2C o PMI locali con bisogno “latente”
- puoi usare creatività e social proof (prima/dopo, recensioni, casi)
- vuoi alimentare retargeting e richieste rapide
- Pro: volumi e costo contatto spesso accessibile.
- Contro: lead da qualificare meglio, rischio “curiosi”.
Micro-campagne e test: cosa fare settimana per settimana
Qui sotto un piano realistico: setup + test + ottimizzazione, con obiettivo di imparare presto e scalare solo ciò che funziona.
- Settimane 1–2: fondamenta + primo lancio
- definisci 1 offerta (una sola) e 1 target (uno solo)
- prepara 1 landing + thank you page
- imposta tracking e CRM
- crea 2–3 varianti di messaggio (headline + visual/copy)
- lancia una campagna principale (es. Google Search oppure Meta Lead/Conversion)
- Output atteso: prime richieste e primi dati affidabili.
- Settimane 3–4: test controllati (senza caos)
- mantieni stabile l’offerta (non cambiarla ogni 2 giorni)
- testa una variabile per volta:
- messaggio A vs B
- creatività 1 vs 2
- audience 1 vs 2
- keyword set 1 vs 2 (su Google)
- Aggiungi retargeting leggero:
- visite landing ultimi 30 giorni
- engagement social ultimi 30 giorni
- Settimane 5–8: ottimizza e “costruisci fiducia”
- tieni attivo ciò che porta lead qualificati
- spegni ciò che porta lead “vuoti”
- inserisci prova (case, numeri, testimonianze) in landing e annunci
- aumenta la qualità del form:
- 1 domanda filtro (es. zona / tipo attività / urgenza)
- crea 1 contenuto “ponte” (pdf o mini guida) se il ciclo di vendita è più lungo
- Settimane 9–12: scala con prudenza
- aumenta budget solo sulle campagne con segnali solidi
- duplica la campagna vincente in una variante (non stravolgere)
- aggiungi un secondo canale solo se:
- il primo è stabile
- hai un processo di follow-up che regge
- Esempio:
- Google principale + Meta retargeting
- LinkedIn principale + Google brand + retargeting
- Meta principale + Google per intercettare domanda “calda”
Come capire se sta funzionando entro 30 giorni
Entro 30 giorni non devi “diventare ricco”. Devi vedere segnali chiari come:
- arrivano lead con continuità (non uno ogni tanto)
- almeno una parte dei lead è qualificata (MQL)
- il costo contatto è stabile o scende
- il tasso visita→lead migliora con piccoli interventi
- riesci a fissare call/appuntamenti
Segnali rossi (da correggere subito):
- tanti click, zero lead → problema landing/offerta/tracking
- lead tanti ma scarsi → problema target, promessa, filtro, canale
- lead buoni ma non chiudi nulla → problema follow-up/proposta/tempi
In pratica: se entro 30 giorni non riesci a ottenere un minimo di lead qualificati, il problema non è “il budget”: è setup, offerta o scelta canale.

